Chiesa della Purita'

Datazione e prospetto


Affaccia in via Ottavio Scalfo (angolo via Siciliani), con una facciata bianca e lineare, scandita da due paraste e impreziosita soltanto dall’unica finestra polilobata in asse con il portale principale. Iniziata in epoca tardo-barocca nel 1776, viene completata dopo appena sei anni, nel 1782, come si legge sull’architrave dello stesso portale: ANNO DNI MDCCLXXXII.

E’ annessa all’orfanotrofio-convitto femminile, Istituto Immacolata, che è stato, per il passato, opera di assistenza e di educazione per le fanciulle ‘oneste e povere di Galatina’. Questa istituzione, eretta tra il 1745 e il 1759, è stata voluta e istituita dal canonico Ottavio Scalfo, insieme con la piccola chiesa annessa.
Nel testamento redatto prima della propria morte, avvenuta nel 1759, il canonico Scalfo aveva legato tutti i suoi beni a favore degli Scolopi, con l’obbligo di istituire un ‘collegio pubblico’.
E, nel caso ciò non fosse stato possibile, tutto il patrimonio e le sue rendite sarebbero dovuti essere devoluti per la fondazione di un ‘conservatorio’ femminile. Finalmente nel 1776, dopo 17 anni dalla sua morte, l’ingente patrimonio viene suddiviso tra gli eredi legittimi e l’erigenda istituzione, che prenderà il nome di Istituto Immacolata, cui furono assegnati 15.000 ducati.
Con la composizione della lite da parte della Regia Camera di S. Chiara di Napoli, nel 1776, e l’assegnazione della somme, viene costituita una commissione per la gestione delle medesime. Questa provvede all’appalto e all’esecuzione del progetto e dei lavori. Il progetto del palazzo e della chiesa viene redatto da Felice de Palma, di Alessano; e la realizzazione dei lavori viene effettuata dal ‘mastro fabbricatore’ Giuseppe Casciaro, di Galatina, e da suo genero.

Interno e affreschi
L’interno della piccola chiesa è costituito da una sola aula, a pianta ovale, con copertura a vela lunettata, illuminata da diverse piccole finestre. Sui lati più lunghi si conservano due tele con il Cristo che porge le chiavi a S.Pietro.
Nei locali interni dell’Istituto si conservano diverse altre opere tra cui: la Vergine delle Grazie, statua lignea, di provenienza napoletana, settecentesca, e la grande pala della Vergine col Bambino e Angeli, anche questa settecentesca, quasi certamente di Serafino Elmo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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